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DATA01/05/2009
TITOLOPerché tutti ad Altopascio vogliono aprire un ristorante?

Al tempo dei Romani l’intero spettro delle esigenze del popolo erano racchiuse nel classico Panem et circenses. Cibo e svago come uniche necessità, fisiologiche e spirituali. Se traslassimo questo slogan all’attualità, dovremmo dire che sotto il profilo delle attività ludiche la crisi ha agito duramente, meno sul…panem, inteso non in senso stretto quanto nel buon mangiare. Altopascio, che storicamente si identifica sia con il pane (prodotto simbolo) che con la tradizione ospitaliera e gastronomica (non è un caso che i migliori ristoranti toscani nel Nord Italia siano gestiti da altopascesi) rappresenta un paradigma emblematico di questa tesi. Le statistiche indicano un crescente aumento di coloro che aprono ristoranti e pizzerie nel territorio del Tau. In trend negativo (senza scomodare Moretti) gli incassi di cinema, teatri, spettacoli vari. Si spende meno per vestirci, per assistere ad eventi sportivi (ecco i circenses del nostro accostamento iniziale) ma non si rinuncia alla buona tavola (panem). Spiegazione semplice. E’ nel dna. Si risparmia su tutto, ma non toglieteci il piacere di mangiare fuori e qualche giorno di vacanza per non pensare al lavoro ballerino, al mutuo, al canone d’affitto. Ad Altopascio lo hanno capito. Chi ha da investire ha cambiato obiettivo: in calo il mattone, segno positivo per trattorie e affini. Massimo Stefanini

Massimo Stefanini



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