Cultura
   

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Data 31/08/2009
Titolo Chiralità
Sezione Cultura

La chiamano chiralità. E’ l’effetto combinatorio dell’energia cinetica in moto uniforme e rettilineo dei neutrini, la particella più misteriosa dell’Universo (tutt’ora si discute se abbia o meno una massa), associata ad una rotazione parallela a Spin. In apparenza un paradosso come il gatto di Schoerdinger o il rasoio di Occam. In questo dovremmo andare oltre le dinamiche conosciute ed immaginare un moto particolare: come se una vettura procedesse dritta sull’autostrada ma contemporaneamente ruotasse in senso orario e antiorario. Inimmaginabile se non equazioni astruse, asimmetrie, interdimensionalità, geometria dei frattali. Ma non è l’aspetto puramente matematico del modello ipotizzato che ci interessa. Uno studioso americano ha introdotto questo termine, chiralità, che sicuramente rimarrà negli annali scientifici, come la covarianza o il principio di indeterminazione. Ma quello che mi ha colpito è come un letterato possa esprimere in modo così interessante, con i suoi libri, la passione scientifica, rappresentata da formule e numeri. Mi riferisco a Mario Lena che ha trovato il tempo di insegnare (lettere appunto), di fare il sindaco a Bagni di Lucca e scrivere, così d’amblè, 18 libri! L’ultimo sulla chiralità. Dalla poesia ai misteri del cosmo. Nel 1994, in estate, il professore fu invitato ad Altopascio a recensire la sua ultima fatica, per l’epoca, (ha sicuramente battuto le 11 di Ercole) e il sottoscritto, fresco di contratto con La Nazione da un mese, fu inviato a seguire la sua conferenza stampa. Lena riuscì a captare l’attenzione spiegando il titolo, dannatamente bizzarro, di quel libro di 15 anni fa: 10 alla meno 33. Lo scrivo in lettere. Il numero forse più piccolo che si possa immaginare. E’ la base della costante di Planck. In quel tomo spiegava l’infinitamente piccolo. Ma Lena ha anche pubblicato “Effetto farfalla”, sulla teoria del caos. Uomo di lettere che si è abbeverato alla fonte del sapere appassionandosi alla scienza, quasi come suo completamento culturale personale. Un esempio da seguire.

Massimo Stefanini



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